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Una strana “secchezza” dei piedi. Potrebbe trattarsi di una micosi?

19 Maggio 2021

La tinea pedis è la forma più diffusa di micosi superficiale potendo interessare in alcune nazioni più del 50% della popolazione. Si distinguono diverse forme cliniche in base alla sede iniziale di parassitazione e al tipo di lesioni.

La forma interdigitale desquamativa più conosciuta come “piede d’atleta” e anche la più frequente, è caratterizzata da vescicole e sottile desquamazione a livello del 3°- 4° spazio dei piedi. L’agente eziologico principale è Trichophyton mentagrophytes var. interdigitale .
In alcuni casi la proliferazione della flora batterica favorisce l’instaurarsi di forme macerative ed erosive di tinea pedis. In particolare i germi Gram – come Pseudomonas aureginosa interagiscono con i miceti mediante la produzione di sostanze che ne inibiscono temporaneamente la proliferazione occultandone quindi la presenza. Questo porta a quadri cutanei molto impegnativi per il grado e l’estensione delle aree disepitelizzate ponendo spesso anche problemi di diagnosi differenziale.
La forma plantare desquamativa secca è caratterizzata da desquamazione a piccoli lembi della superficie plantare. Questa forma di micosi può presentare fasi di vescicolazione più o meno intensa accompagnate da intenso prurito con tendenza alla cronicizzazione e interessamento secondario delle unghie. I momenti di riacutizzazione spesso coincidono con le stagioni più calde quindi primavera e estate, poichè la sudorazione del piede favorisce la proliferazione fungina. La causa più frequentemente di queste forme cliniche è Trichophyton rubrum.

“Problemi di diagnosi differenziale”

Le micosi plantari si prestano frequentemente ad essere confuse con altre dermatiti e quindi trattate in modo improprio con conseguente cronicizzazione.
La principale dermatosi non micotica che entra in diagnosi differenziale con la forma micotica plantare è l’eczema disidrosico che si presenta con vescicolazione e prurito.
Anche la psoriasi può presentarsi con iniziali lesioni vescicolo-pustolose o intensa desquamazione più o meno pruriginose.
A livello interdigitale la semplice macerazione da iperidrosi o da igiene non corretta possono essere confuse con la forma micotica interdigitale desquamativa.
La diagnosi certa di una micosi plantare deve quindi fondarsi su una corretta interpretazione del tipo di lesioni, della loro disposizione a livello della superficie plantare, dell’ evoluzione nel tempo, della sintomatologia ed essere confermata da un esame micologico completo (microscopico + colturale) eseguito da un dermatologo esperto in materia che esegua in prima persona prelievo del campione cutaneo ed esaminazione dello stesso in laboratorio.

Regole di prevenzione

La prevenzione deve avere come finalità principale quella di mantenere l’ambiente cutaneo in condizioni di buona igiene e normale idratazione prestando particolare attenzione alle pieghe cutanee e alla superficie plantare.
A livello degli spazi interdigitali dei piedi possono svilupparsi condizioni di particolare umidità e macerazione soprattutto a livello del 3° e 4° spazio interdigitale nei soggetti che indossano calzature pesanti per lavoro, negli sportivi, nei soggetti che non si asciugano correttamente dopo la detersione. Tali fattori predispongono quindi la cute degli spazi interdigitali e anche quella plantare ad essere colonizzata da eventuali miceti qualora il soggetto si trovi a frequentare spogliatoi, piscine, impianti termali, docce di impianti sportivi e/o balneari. Tali superfici infatti per l’elevato passaggio di persone a piedi nudi e per le condizioni di umidità ambientali albergano le specie più ubiquitarie di dermatofiti. Sarebbe buona norma quindi cercare di indossare calzature più traspiranti, eliminare l’acqua tra le dita dopo la doccia, indossare sempre ciabatte su superfici ad elevato passaggio, utilizzare detergenti e polveri ad azione antimicotica in occasione delle pratiche sportive.

Terapia

L’eradicazione dei miceti a livello della superficie plantare e degli spazi interdigitali non è cosa semplice.
Il microclima particolare della cute dei piedi, le abitudini e le modalità di igiene predispongono alle forme croniche.
Si impone pertanto uno schema di trattamento personalizzato ed articolato diviso in una prima fase di trattamento con lo scopo di arrivare alla guarigione clinica e micologica e secondariamente mirato alla prevenzione delle recidive.

https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2021/05/micosi-piedi-cura-prevenzione.jpg 600 800 pr8FaxaFasn /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png pr8FaxaFasn2021-05-19 17:29:152021-05-19 17:35:28Una strana “secchezza” dei piedi. Potrebbe trattarsi di una micosi?

Melanonichia: Di cosa si tratta e cosa bisogna fare

22 Marzo 2021

Con questo termine si indica una colorazione marrone, grigiastra o nera dell’unghia solitamente disposta in banda o stria che si estende per tutta la lunghezza della lamina ungueale.
Meno frequentemente la pigmentazione può interessare l’intera unghia o essere disposta trasversalmente.

Una pigmentazione può essere di natura benigna o maligna pertanto è bene prestare molta attenzione a questa patologia soprattutto quando insorge nell’età adulta.

Il colore, l’età di insorgenza e il numero di unghie coinvolte sono infatti i fattori principali che possono aiutare nella diagnosi differenziale tra le varie forme.

Melanonichia: le cause

Tra le cause che possono dare una pigmentazione di più unghie si annoverano la razza, alcune malattie infiammatorie cutanee, l’assunzione di farmaci e malattie sistemiche.
Molta più attenzione va rivolta sicuramente alla pigmentazione di una sola unghia, nell’età adulta e quando è interessato il primo dito. In tali casi infatti è fondamentale distinguere una melanonichia di origine benigna, come può essere quella dovuta a un’attivazione melanocitaria di origine microtraumatica, una lentiggine o un nevo, da una di origine maligna come nel caso di melanoma ungueale. Anche altri segni come l’intergrità della lamina e l’eventuale pigmentazione della cuticola e cute periungueale sono molto importanti.

Melanonichia, quali esami fare?

Oltre alla raccolta dei dati clinico-anamnestici è necessario procedere in prima istanza con un’onicoscopia, esame non invasivo per mezzo del dermatoscopio o meglio della videodermatoscopia computerizzata (Vidix). Questo approccio potrebbe permettere di distinguere l’origine benigna da quella maligna. Tutti i casi di origine traumatica o di attivazione melanocitaria benigna potrebbero già essere confermati con questa metodica ed essere comunque monitorati nel tempo.
Qualora non fosse possibile essere certi della natura benigna sulla base dell’aspetto clinico-dermatoscopico è d’obbligo procedere con una biopsia della matrice ungueale per effettuare un esame istologico. Questa procedura è variabile in base al tipo di presentazione della melanonichia e va eseguita in modo molto preciso rispettando rigorosamente alcuni criteri per evitare di ottenere dei campioni non significativi dal punto di vista istologico.

Nella nostra struttura è possibile effettuare tutti gli esami e le procedure chirurgiche volte a una diagnosi corretta delle pigmentazioni ungueali o melanonichia.

https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2021/03/Melanonichia-esempi-1.jpg 1200 900 pr8FaxaFasn /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png pr8FaxaFasn2021-03-22 15:36:272021-03-22 15:40:47Melanonichia: Di cosa si tratta e cosa bisogna fare
Mappatura Nevi Videodermatoscopia

Nuovo sistema di videodermatoscopia digitale per la mappatura dei nevi

20 Gennaio 2021

I nostri studi hanno acquisito la nuova tecnologia di videodermatoscopia Vidix 4.0, strumento rivoluzionario, dotato di una videocamera Sony di ultima generazione ad alta definizione, con tecnologia WPT dove i pixel sono più grandi e più luminosi e il livello delle immagini acquisite rende il sistema l’aiuto ideale per una corretta e precisa diagnosi.

Lo strumento permette di visualizzare a diversi ingrandimenti e con altissima definizione tutte le neoformazioni cutanee piane e rilevate, acquisire le immagini cliniche e definirne dimensioni, colori e struttura (immagine dermoscopica) al fine di poterne ineterpretare la natura benigna o maligna. La funzione di mappatura permette di localizzare e numerare i nevi o altre lesioni sulla superficie corporea per confrontarle a distanza di tempo e quindi eseguire un attento follow-up delle stesse.

Il sistema permette anche di effettuare la tricoscopia, ovvero l’osservazione a diversi ingrandimenti dei capelli, di calcolarne il numero (sia velli che terminali), di valutarne il calibro, il calibro medio e la loro densità. Il software consente di effettuare valutazioni pre e post terapia tricologica per esaminarne l’evoluzione.

Un’ altra importante applicazione di questa tecnologia è quella di eseguire l’onicoscopia, vale a dire l’osservazione videodermoscopica delle unghie permettendo di differenziare con maggior precisione l’origine delle varie colorazioni della lamina e del letto ungueale (per esempio per distinguere il pigmento ematico da quello melanocitario), il grado e la tipologia di scollamento della lamina (onicolisi traumatica vs onicolisi psoriasica ) la presenza di neoformazioni subungueali e di osservare i tessuti periungueali che possono essere sede di patologie infiammatorie o virali come le verruche).

https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2021/02/Mappatura-Nevi-Videodermatoscopia.jpg 1200 834 pr8FaxaFasn /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png pr8FaxaFasn2021-01-20 10:40:072021-02-12 10:44:54Nuovo sistema di videodermatoscopia digitale per la mappatura dei nevi
Acne cose come curarla

Acne: cos’è e come curarla con la terapia fotodinamica

21 Dicembre 2020

L’acne è una dermatosi infiammatoria cronica che si localizza al volto, dorso, torace e colpisce la grande maggioranza degli adolescenti e una parte degli adulti con una preponderanza delle donne.

Studi recenti stimano un’incidenza nella popolazione generale dell’85% con una importante ripercussione sulla psiche e sulla qualità di vita dei pazienti. La patologia si localizza a livello delle ghiandole sebacee e del follicolo pilifero manifestandosi con seborrea, comedoni , papule e pustole.

Le forme più gravi si presentano con lesioni più profonde come cisti e noduli. Gli esiti cicatriziali possono essere di vario tipo ed estensione.

Le forme di acne di grado moderato e severo richiedono spesso la combinazione di terapie orali (antibiotici e retinoidi) e topiche per lunghi periodi. Purtroppo l’efficacia clinica, a volte, è limitata dalla resistenza alle terapie e dagli effetti collaterali. Sempre più frequentemente i pazienti chiedono terapie efficaci e con pochi effetti collaterali.

Numerosi studi riportano una certo grado di efficacia di terapie che utilizzano la luce per curare l’acne.

Acne Terapia fotodinamicaAcne, come curarla con la terapia fotodinamica

La terapia fotodinamica (PDT) non utilizza farmaci ma sfrutta l’azione della luce rossa emessa da LED in combinazione con una sostanza foto sensibilizzante (5-ALA o il suo estere MAL) per ridurre l’infiammazione delle lesioni acneiche.

Il vantaggio principale è dovuto al marcato effetto antinfiammatorio che si ottiene in breve tempo.

In pratica si applica sull’area da trattare un gel a base di acido 5-aminolevulinico lasciandola in posa sulla pelle per circa 2 ore. Durante questo tempo il paziente può rimanere in studio o ritornare alla propria abitazione rimanendo lontano da luce solare diretta.

  • Trascorse le due ore il paziente viene sottoposto a una luce rossa di 630 nm per circa 12-15 minuti. Il trattamento è indolore, si percepisce solo una lieve sensazione di calore.
  • Nella settimana successiva tutte le lesioni infiammate si riducono e il paziente si limiterà ad applicare una crema idratante e con protezione solare.
  • Il trattamento si ripete ogni 10 gg per 3-4 volte ottenendo quindi in meno di due mesi un notevole risultato.
https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2020/12/Acne-cose-come-curarla.jpg 750 1000 pr8FaxaFasn /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png pr8FaxaFasn2020-12-21 18:56:012020-12-21 18:59:47Acne: cos’è e come curarla con la terapia fotodinamica

Onicomicosi da Candida

24 Novembre 2020

L’infezione ungueale da parte di lieviti della specie Candida si osserva quasi esclusivamente a livello delle mani ed è più frequente nelle donne che negli uomini.

Il ruolo di questi lieviti nella patogenesi della micosi ungueale è complesso, nelle persone immunocompetenti si distinguono due aspetti clinici a seconda del coinvolgimento primitivo dei tessuti periungueali o del letto ungueale. In entrambi i casi l’infezione spesso è secondaria a fenomeni irritativi e macerativi locali che infiammano la cute periungueale o scollano l’unghia distalmente e sui lati.

Tali alterazioni si verificano più frequentemente in soggetti che vengono in contatto ripetuto con acqua, farine, alimenti interessando quindi baristi, pasticceri, cuochi, casalinghe.

Tutti questi fattori portano a distruzione della cuticola con conseguente formazione di uno spazio vuoto tra piega ungueale prossimale e unghia in cui la presenza di lieviti del genere Candida scatena una reazione infiammatoria.  Clinicamente quindi la cute periungueale appare eritematosa, gonfia e dolente, i margini laterali delle unghie scollati e con colorazione verde-nerastra, la superficie della lamina ondulata. Comprimendo la cute periungueale si può avere la fuoriuscita di pus. Le specie più frequentemente isolate sono Candida albicans, candida parapsilosis, guillermondi, tropicalis, krusei. Si possono associare anche batteri come Stafilococcus aureus, Proteus v., Escherichia c., Pseudomonas a. che hanno un ruolo fondamentale nelle riacutizzazioni dell’infiammazione.

Altri fattori locali predisponenti sono l’iperidrosi, disturbi circolatori, psoriasi. Fattori predisponenti sistemici sono il diabete mellito, stati di malnutrizione, chemioterapie, terapie con antibiotici e cortisonici per via generale.

In alcuni casi tuttavia i miceti del genere Candida possono causare direttamente uno scollamento delle unghie delle mani di persone sane (onissi candidosica) o di pazienti affetti dalla più rara candidosi muco cutanea cronica.

Onicomicosi da Candida: la corretta diagnosi e la scelta della terapia

Tutte queste forme se non trattate determinano alterazioni  croniche della forma, superficie e colore delle unghie con conseguenti limitazioni nelle attività quotidiane e professionali.

La corretta diagnosi delle onicomicosi da candida può essere fatta solo da un dermatologo con un esame micologico completo quindi sia microscopico che colturale al fine di impostare la terapia più appropriata. Nei casi con alterazioni ungueali totali e/o con importante infiammazione dei tessuti periungueali  è richiesta una terapia antimicotica sistemica.

https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2020/11/onicomicosi-da-candida.jpg 750 1000 pr8FaxaFasn /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png pr8FaxaFasn2020-11-24 11:26:472020-11-24 11:42:33Onicomicosi da Candida
esame micologico

SCOPRI SE HAI UNA MICOSI ALLE UNGHIE!

16 Ottobre 2018

Le onicomicosi sono infezioni di una o più strutture dell’apparato ungueale delle mani e/o dei piedi, ad andamento generalmente cronico causate da tre diversi generi di funghi denominati rispettivamente dermatofiti, lieviti e muffe non dermatofitiche.

Solitamente si osservano nell’adulto, colpiscono più frequentemente le unghie dei piedi (con un rapporto rispetto a quelle delle mani da 1:4 a 1:19), in particolare quelle degli alluci, e spesso sono associate ad un’infezione cronica, talvolta ignorata dal paziente, a livello della pianta dei piedi e/o degli spazi interdigitali.

A livello delle unghie delle mani prevalgono le infezioni da Candida e si tratta di forme quasi sempre secondarie. Si osservano infatti più frequentemente nelle donne e in alcune categorie professionali come baristi, panettieri e pasticcieri che vengono quotidianamente in contatto con sostanze irritanti (acqua e detersivi) o favorenti lo sviluppo di funghi (zuccheri, farine, creme).

Le modificazioni a cui può andare incontro l’unghia parassitata da un fungo sono diverse in relazione sia alla specie fungina sia al modo in cui aggredisce l’unghia stessa. Le più frequenti sono: distacco e/o ispessimento della lamina ungueale, macchie e/o striature gialle, bianche, marroni o  nerastre, arresto della crescita, alterazione della superficie dell’unghia fino alla distruzione totale nei casi radicati.

COME CURARE LE MICOSI?

Se si sospetta di aver un’infezione micotica il giusto approccio per scoprire di quale natura è l’infezione funginea bisogna effettuare un ESAME MICOLOGICO!

PRENOTA subito la tua visita presso il nostro Studio; specializzato proprio nella diagnosi e nella cura delle patologie ungueali!

 

 

https://www.albertogorani.it/wp-content/uploads/2017/09/esame-micologico.jpg 1001 1000 GorANi /wp-content/uploads/2017/03/alberto-gorani-dermatologo-1.png GorANi2018-10-16 13:43:482020-11-24 11:28:02SCOPRI SE HAI UNA MICOSI ALLE UNGHIE!
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